sabato 15 dicembre 2007

 IL CIELO NON E' SEMPRE PIU' BLU (di Riccardo Luna da "il romanista")

EDITORIALE 15/12/2007) - RICCARDO LUNA L'abbiamo aspettato tanto questo giorno. L'inizio del processo ai "ladroni d'Italia", ai "cialtroni del mondo". L'abbiamo aspettato tanto e solo ora capisco che forse ci siamo illusi. Quello che comincia oggi a Napoli, con tutto il rispetto per il coraggio dei carabinieri e dei magistrati che hanno indagato il marcio del nostro calcio, non sarà Moggi & Carraro alla sbarra con altri 35 figuri con i quali non prendere nemmeno un caffé. Sarà la loro passerella mediatica, la tribuna da dove maledire gli avversari querelandoli con l'aureola da vittime, il modo per vendere qualche copia in più dei loro libri. Sapendo che alla fine in qualche modo se la caveranno. Sì, le accuse sono pesanti: c'è l'associazione a delinquere, la frode sportiva, l'aver truccato almeno due campionati, con il loro carico di speranze, passioni, emozioni. Le nostre. Tradite. Calpestate, assieme alle aziende di gente che ci ha rimesso l'osso del collo, perché finita ingiustamente in serie B. O di signori che hanno visto la loro carriera professionale spegnersi su un binario morto. Perché si erano opposti a quel sistema corrotto. Le accuse sono pesanti, è vero, ma non sperate di vedere uno solo dei 37 imputati risarcire un solo euro o farsi un solo giorno di carcere perché non accadrà. Anche se uno di loro venisse condannato in primo grado e di nuovo in appello, resterebbe libero e bello e poi toccherebbe aspettare la Cassazione: facendo due conti saremmo più o meno nel 2012, a Londra si faranno le Olimpiadi, Mexes compirà 30 anni e in quei mesi magicamente scatterà la prescrizione. Che vuol dire? Vuol dire tanaliberatutti. Si prendono le carte del processo e si buttano in un cestino, perché è trascorso troppo tempo da quando è stato commesso il reato. Esattamente quel che è accaduto al processo di Torino per il presunto doping della Juve: dibattimento show con una trentina di calciatori smemorati come testimoni, condanna pesante in primo grado (del solo medico però...!), assoluzione per tutti in appello, e prescrizione finale della Suprema Corte avvertendo che certo, l'abuso di farmaci c'era, eccome se c'era, in appello i giudici si sono sbagliati a negarlo, ma è troppo tardi per fare qualcosa. In questo paese è quasi sempre troppo tardi per fare qualcosa di buono. E i maxiprocessi di mafia, sulle stragi impunite, sugli aerei piombati in mare senza un perché, con il passare degli anni diventano delle rubriche per i telegiornali, sempre più brevi e incomprensibili. Tranne che per i parenti delle vittime. Lì vedi lì, nelle aule di giustizia, invecchiati e ingrigiti, curvi per essere stati respinti ogni giorno da un muro di gomma di eccezioni procedurali, di rinvii tecnici, di perizie di parte. Battuti eppure vigili, in attesa di qualcosa che non avranno mai. La verità.Questo non vuol dire che il processo di Napoli sarà inutile. Non dobbiamo farci illusioni ma sbaglieremmo a non avere speranze. Sarebbe già bello e importante se in un'aula di tribunale si riuscisse ad accertare la vera storia di quegli anni di calcio marcio. Anche se solo in primo grado, anche se poi i Pinocchi continueranno a divertirsi nel paese dei Balocchi, con i soldi messi da parte in una vita opaca, invece di passare qualche giorno con Mangiafuoco. Sarebbe bello ma sarà difficile: non bastano le decine di schede telefoniche svizzere o del Liechtenstein donate da Moggi agli arbitri per provare un illecito se non hai potuto intercettare il contenuto delle loro telefonate. E sarà dura dimostrare l'alterazione dei campionati, se l'ultima parola della famigerata Corte Federale, che ha giudicato il profilo sportivo, è che non ci sono partite vendute o illecite, ma solo una serie di comportamenti sleali. Sarà difficile. Per questo dico che intanto mi accontento che questa gente non sia più sulla nostra strada. Almeno per un po'. Almeno oggi e domani. Su dopodomani non ho certezze. Il cielo non è sempre più blu, ma c'è qualche raggio di sole a scaldarci. E' già qualcosa, il resto forse un giorno verrà. ( Di Riccardo Luna da: http://www.ilromanista.it/ - http://www.ilromanista.it/?section=news&id=10156 )

venerdì 14 dicembre 2007

Tre squadre giovanili scioperano contro comportamento padri

ANSA) - EMPOLI (FIRENZE), 14 DIC - Tre squadre del settore giovanile del Ponte a Elsa, non scenderanno in campo per protesta contro il comportamento dei genitori. La singolare iniziativa riguarda i bambini che giocano nelle squadre Pulcini '97,'98,'99 che partecipano ai campionati del comitato provinciale Figc di Firenze. Lo 'sciopero' e' stato annunciato nel corso dell'annuale festa natalizia dell'Unione Sportiva. I baby calciatori avevano diversi cartelli, su uno era scritto:'Genitori non litigate, fateci giocare'.

lunedì 10 dicembre 2007

LUCIANO E CINQUE ANNI DELLA MIA VITA ( Di Riccardo Luna da "Il Romanista" )

(EDITORIALE 07/12/2007) - RICCARDO LUNA Non vedevo Luciano Moggi da una vita. Dai tempi del Corriere dello Sport. Non che allora lo avessi mai frequentato, ma quel poco mi era bastato per scrivere una poderosa inchiesta su lui, la Gea, le banche, Carraro. Non ebbe fortuna quell'inchiesta e ne ebbi poca anche io. Quando nel settembre 2004 è iniziata l'avventura de Il Romanista, Moggi e il suo sistema ce li siamo ritrovati davanti. Prepotenti. In quei giorni lui, il figlio e la banda che avevano intorno stavano accerchiando la Roma di Sensi. Ricordo una nostra prima pagina di maggio 2005: "Vade retro Moggi". E' appesa davanti alla porta del mio ufficio. Un anno dopo con Calciopoli nel maggio 2006 ci siamo presi qualche rivincita (anche se tanti ladroni l'hanno fatta franca). Mercoledì sera Moggi l'ho rivisto in uno studio tv per un faccia a faccia senza rete. Quando mi ha visto mi ha detto subito: «Non ce l'ho con te». Per un'ora e mezza ce le siamo suonate. Mi ha anche maledetto. Quando si sono spente le telecamere però mi ha detto: «Perché uno bravo come te sostiene certe cose? Dai, dammi il tuo telefonino che ti chiamo e parliamo». Lui è sempre il solito. Anche io però. (Riccardo Luna) - http://www.ilromanista.it/?section=news&id=10057

lunedì 3 dicembre 2007

Gruppo Zeta, condannata Donatella Dini

Per fortuna l'indulto...
ROMA - Donatella Pasquali Zingone, moglie dell'ex presidente del Consiglio, Lamberto Dini, attuale senatore dell'appena nata formazione dei liberal-democratici, è stata condannata a Roma a due anni e quattro mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta mediante falso in bilancio a conclusione del processo sulla vicenda del Gruppo Zeta.

sabato 1 dicembre 2007

Tutti in fila per lui...

Si fosse votato 2 mesi fa, il centrodestra avrebbe avuto il 70% dei consensi, oggi dopo la nascita del partito democratico, ma soprattutto dopo il colpo di genio del cavaliere di Arcore di distruggere la CdL, tutti i politici sono in fila per parlare con Veltroni come se fosse il Papa. Non è paradossale ?
Secondo voi di chi è il merito o la colpa di tutto ciò ?