venerdì 11 aprile 2008

Si allarga inchiesta su evasione fiscale di Capello

TORINO, 8 aprile - È sfociata in una corposa relazione della Guardia di Finanza e nell' iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone - secondo quanto si è appreso da ambienti della Procura di Torino - l' inchiesta della stessa procura sui redditi che non sarebbero stati dichiarati dall' allenatore della nazionale inglese Fabio Capello, accusato di evasione fiscale. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa, fra coloro che sono stati iscritti nel registro degli indagati vi sono anche il presidente della Roma Calcio, Franco Sensi, le figlie Rosella e Maria Cristina, il presidente del Genoa Enrico Preziosi, la moglie di Capello Laura Ghisi e i figli Edoardo e Pier Filippo, oltre ai commercialisti di due studi milanesi. Gli accertamenti erano scattati lo scorso inverno dopo una segnalazione dell' Agenzia delle entrate e riguardano le dichiarazioni dei redditi nel periodo dal 2004 al 2006. A Capello viene contestata un' evasione di 16 milioni di euro legata a contratti siglati quando allenava la Roma. Il terminale delle somme, come era già emerso nel gennaio scorso, è stata la società Sport 3000 che ha sede nel Lussemburgo. Attraverso quest' ultima Capello si impegnava a fornire profumi, capi di abbigliamento e vari accessori col suo marchio. Secondo la procura di Torino queste forniture sarebbero arrivate solo in parte alla Roma, che poi non avendole ritirate pagò una penale. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un sistema per evadere il fisco. Il nome di Preziosi compare per un secondo filone di indagine che riguarda una partecipazione azionaria di Capello nella Giochi Preziosi. Dopo alcuni riassetti societari Capello avrebbe ceduto la propria partecipazione a un "trust" nella Manica del presidente del Genoa evitando così il pagamento di tasse. (Da: corrieredellosport.it)