lunedì 21 luglio 2008

Rubava giocattoli dalla tomba dei fratellini di Gravina: arrestata !

GRAVINA IN PUGLIA (BARI), - Rubava i giocattoli che venivano lasciati accanto ai fiori sulla tomba di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di Gravina in Puglia i cui corpi sono stati trovati nella cisterna di una casa abbandonata il 25 febbraio scorso: per questa ragione una donna di 64 anni è stata denunciata dai carabinieri. A segnalare i furti ai militari era stato il papà dei due fratellini. I militari, dopo una serie di appostamenti, hanno fatto lasciare accanto ai fiori, nella cappella, anche il modellino di una macchinina dei carabinieri e quando la donna è uscita l'hanno bloccata verificando che l'automobilina era nella sua borsa. La donna non ha saputo spiegare cosa la spingeva a rubare i giocattoli. Il comandante provinciale dei carabinieri, Gianfranco Cavallo, ha mantenuto sulla notizia, trapelata da altre fonti, il massimo riserbo, sottolineando la delicatezza della vicenda. ( da Ansa.it)

GERMANIA: BIMBA DI TRE ANNI FUGGE IN OLANDA SU BICICLETTINA

BERLINO - Una bambina di tre anni è salita sulla sua bicicletta con le rotelle e ha varcato indisturbata il confine fra la Germania e l'Olanda, percorrendo sei chilometri. Lo ha reso noto la polizia tedesca. La fuga della bimba, che è partita da Haren, a ridosso della frontiera, è durata tre ore. In Olanda alcuni passanti l'hanno vista e hanno avvisato la polizia. ( Da Ansa.it)

mercoledì 16 luglio 2008

Francia: porta sfortuna, richiamato ambasciatore in Madagascar


L'ambasciatore francese nel Madagascar, Gildas Lidec, è stato richiamato a Parigi in seguito alla richiesta del presidente malgascio, Marc Ravalomana, che temeva di essere vittima di malocchio.
L'ambasciatore francese agli occhi dei massimi dirigenti del Paese africano ha la fama di "menagramo" in seguito alle sue precedenti esperienze diplomatiche: era nel 2001 a Kinshasa quando il presidente congolese Laurent-Desiré Kabila fu assassinato, e successivamente a Abidjan, quando il presidente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo subì un attentato da parte dei ribelli.
"Sappiamo che ha parlato con il presidente ivoriano", dicono da Parigi del presidente Ravalomana, "un uomo giovane, da un lato moderno e dall'altro superstizioso, perfino un po' retrogrado". Sarebbe stato il leader di Abidjan a mettere in guardia l'omologo malgascio.
Il presidente del Madagascar, secondo fonti del quotidiano 'Le Monde', aveva toccato l'argomento anche durante un colloquio privato con Nicolas Sarkozy. "Non c'é nessuna spiegazone logica e valida a questo comportamento", affermano da Parigi. "Sia dal punto di vista diplomatico che personale, il comportamento di Lidec è stato ineccepibile".
Da quando era arrivato in febbraio, Gildas Lidec aveva incontrato una sola volta il presidente del Madagascar, che non lo ha mai ricevuto nonostante le numerose richieste di udienza.
"Mi dispiace profondamente che il presidente della Repubblica malgascia non mi abbia concesso la minima possibilità di compiere l'esaltante missione che sognavo da molto tempo", ha detto l'ambasciatore ai francesi riuniti all' ambasciata per la festa nazionale del 14 luglio.

venerdì 11 luglio 2008

«Critico chi voglio. E la gente applaude»

La lettera / Sabina Guzzanti
Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell'eliminazione del dissenso l'unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa, Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l'ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un'esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l'8 luglio.
Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell'insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare. Alcune ovvie piccole verità: — A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l'unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.
Quello che dice potrebbe non essere vero. — L'intenzione di espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca Casini. Non è una battuta. — Le parlamentari che hanno difeso la Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un'altra donna, insultando me sono cadute in contraddizione. — Pari opportunità e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia. — È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano. — È falso che non si possa criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per farlo. Ho letto un po' dappertutto che il Papa sarebbe una figura super partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato. — La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di Pietro.
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E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente. — C'è un partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall'altra parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse. Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel momento in cui si cerca di costruire un'alternativa, ha la sua porca importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente interessanti dall'opinione pubblica. Per quanto riguarda l'annosa questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D'altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene.
Sabina Guzzanti11 luglio 2008 - Da corriere.it

I RASTA POSSONO DETENERE MOLTA MARIJUANA

ROMA - Nei confronti dei seguaci della religione rasta trovati in possesso di "erba" in abbondanza i giudici devono essere comprensivi e considerare che, per gli adepti di tale religione fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera "nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone". Lo sottolinea la Cassazione che ha accolto il ricorso di Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4 mila euro di multa, per illecita detenzione a fine di spaccio inflittagli dalla Corte di appello di Perugia, nel 2004. I carabinieri, infatti, lo avevano trovato con circa un etto di 'erba'. In Cassazione l'uomo ha sostenuto di essere un rasta fariano e di fumare l'erba in base ai precetti della sua religione che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. In particolare la Suprema corte - con la sentenza 28270 della Sesta sezione penale - ha ritenuto "fondato" il ricorso di Giuseppe G. con riferimento al fatto che i giudici di merito non avevano considerato "la religione di cui l'imputato si è dichiarato praticante" escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. In tal proposito gli Ermellini spiegano che "secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come 'erba medicativa'. Come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato 'il re saggio' e da esso ne tragga la forza". Per questa ragione la Cassazione ha rimproverato la Corte d'appello di Perugia per aver condannato Giuseppe solo sulla base del "semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza" trascurando di valutare le "modalità comportamentali del 'rasta' ". Adesso toccherà alla corte d'appello di Firenze riesaminare la vicenda perché gli 'Ermellini' hanno annullato, con rinvio, la condanna di Giuseppe. ( Da Ansa.it)

giovedì 10 luglio 2008

Complimenti !

Betancourt benedice testata Zidane
L'ex ostaggio delle Farc, credo che l'avrei fatto anch'io
(ANSA) - PARIGI, 10 LUG - 'Ho adorato la testata di Zidane a Materazzi, credo che anch'io avrei fatto lo stesso'. Lo ha detto Ingrid Betancourt. L'ex ostaggio delle Farc ha aggiunto: 'Me la sono presa con chi lo ha criticato'. La donna - che dal secondo anno di prigionia nella giungla colombiana aveva a disposizione una radio - ha indicato la finale della Coppa del Mondo tra gli eventi degli ultimi 6 anni che l'hanno colpita di piu'. E dopo la sconfitta francese, ha spiegato di aver pianto.
(da ansa.it)