sabato 17 gennaio 2009

Ritrovati alle Cayman 9 mln euro Santa Casa Loreto scomparsi



Lo rivela Corriere Adriatico, no comment Delegazione pontificia


ANSA) - ANCONA, 15 GEN - Sarebbero stati ritrovati in un fondo di investimento alle Isole Cayman i circa 9 milioni di euro spariti dalle casse della Delegazione pontificia di Loreto, all'epoca guidata dell'arcivescovo Gianni Danzi, morto nel 2007. La notizia, anticipata dal Corriere Adriatico, e' stata accolta da un ''no comment'' della Santa Casa, che del resto non ha mai confermato ufficialmente nemmeno la sparizione della somma. Dopo il trasferimento in una banca a Milano i soldi sarebbero finiti in Svizzera, di li' in Brasile e poi nel fondo dei Caraibi. (ANSA).

mercoledì 7 gennaio 2009

Benedetto XVI perde "audience" alle udienze mezzo milione in meno


Fedeli in calo per il secondo anno consecutivo: 2,2 milioni contro i 2,8 del 2007.

CITTÀ DEL VATICANO - Calano le presenze dei fedeli alle udienze e agli incontri di Benedetto XVI. In un anno la platea cui si rivolge il Pontefice ha perso mezzo milione di partecipanti. Sono dati ufficiali, che provengono dal Palazzo apostolico e che testimoniano una forte caduta di afflusso. Nel 2008 si sono recati agli incontri pubblici del Papa sia in Vaticano che a Castelgandolfo due milioni e duecentoquindicimila tra fedeli e pellegrini. Se si pensa che nei primi 12 mesi di pontificato erano venute ad ascoltare papa Ratzinger oltre quattro milioni di persone - superando anche l'affluenza che si registrava in piazza San Pietro e nell'Aula Nervi nell'ultimissima stagione di Wojtyla - è certamente impressionante il calo di circa un milione e ottocentomila fedeli rispetto alla fase in cui tutto appariva nuovo dopo l'avvento di Benedetto XVI al trono papale. L'impressione è che il pontificato di Benedetto XVI abbia alla lunga un impatto polarizzante all'interno del mondo cattolico. Di qua l'area di coloro che sono entusiasti nei confronti del governo ratzingeriano, di là l'area di quanti non sono attratti. D'altronde non è casuale che vi sia un flusso continuo alla tomba di Giovanni Paolo II, mentre nelle botteghe di souvenir sono ancora vendutissime le cartoline con l'immagine del papa polacco. Le cifre fornite dalla Casa pontificia sono eloquenti. Nel 2008 i partecipanti agli incontri pubblici sono stati due milioni e duecentoquindicimila. Nel 2007 sono stati due milioni e ottocentotrentamila. Mentre nel 2006 sono stati circa tre milioni e duecentomila.

Dal punto di vista mediatico i viaggi di Benedetto XVI negli Stati Uniti, in Australia e in Francia sono stati quest'anno, invece, un successo. Specialmente negli Usa l'interesse per Ratzinger è stato molto forte - al di là delle polemiche sui preti pedofili - al punto che moltissimi giornali locali hanno seguito la visita papale, cosa piuttosto insolita per il panorama della stampa americana. Va detto peraltro che Benedetto XVI non ha mai inteso qualificare il suo pontificato in termini di "audience" o di "immagine". Ancora recentemente, al discorso tenuto alla Curia alla vigilia di Natale, ha sottolineato di non voler essere una "star", attorno a cui tutto gira, ma "solo e totalmente" il Vicario che rimanda a Cristo. Problemi non di immagine, ma di dura realtà economica attendono invece papa Ratzinger nel 2009. In Vaticano i responsabili finanziari non hanno passato un dicembre sereno. Per il secondo anno consecutivo il bilancio della Santa Sede (2008) si prepara a chiudere in rosso. L'allarme è già trapelato il mese scorso. Sono stati avvertiti tutti i vescovi e i cardinali del mondo. A novembre il responsabile degli interventi di assistenza del Vaticano, cardinale Paul Cordes, ha dichiarato anche che il consiglio Cor Unum da lui diretto sta "risentendo della crisi, perché non abbiamo liquidi come avevamo prima. E adesso dobbiamo riflettere di più su come reperire fondi". La crisi globale fa sì che dalle diocesi l'afflusso delle offerte sia minore.

Niente diretta per la messa di Natale la tv francese preferisce il varietà


PARIGI - Aveva promesso una "laicità positiva", più rispettosa della dottrina cattolica. Ma negli ultimi tempi, Nicolas Sarkozy è riuscito soltanto a moltiplicare gli screzi con la Chiesa. La dichiarazione Onu per depenalizzare l' omosessualità, partita dalla Francia, è soltanto l' ultimo di una serie di segnali: tutti negativi per il Vaticano. Ieri è arrivata la notizia che l' emittente privata Tf1, proprietà dell' amico del presidente, Martin Bouygues, quest' anno non trasmetterà la messa di Natale in diretta. Al posto dell' omelia da San Pietro andrà in onda un varietà e poi un concerto vecchio di tre anni del cantante francese Michel Sardou. «E' un segno di superficialità e una mancanza di attenzione alla sensibilità, alla cultura e alla tradizione religiosa di una vasta parte del paese» ha protestato il portavoce vaticano, Federico Lombardi. Il governo francese aveva già messo in agitazione le gerarchie ecclesiastiche per l' annunciata liberalizzazione del lavoro domenicale. Qualche giorno fa, l' arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, Andrè Vingt-Trois, era intervenuto per ricordare che «lavorare la domenica non è bene». E poi aveva aggiunto: «Guadagnare di più non deve diventare il principale obiettivo dell' esistenza». Una chiara allusione a uno degli slogan preferiti da Sarkozy, «lavorare di più, per guadagnare di più». La legge adesso è stata sospesa: l' alleanza tra socialisti e una parte della destra cattolica rendono quasi impossibile approvare la misura. Il presidente francese, divenuto canonico onorario della Basilica Lateranense poco dopo la sua elezione, dovrà faticare per trovare la via della riappacificazione. Certo, si tratta di soltanto di incidenti. La visita del Papa a Parigi lo scorso settembre è stato un successo. E Sarkozy continua ad essere convinto che la religione cattolica sia una "risorsa" sociale e che la République non debba calpestare i diritti dei credenti. Dietro le quinte, la diplomazia ha ricevuto l' ordine di ricucire gli strappi con Roma. I consiglieri dell' Eliseo sottolineano che la dichiarazione Onu ha una "paternità" ormai molto ampia: è stata firmata da 66 paesi (tra cui tutti gli europei, Italia compresa). E che la proposta in favore dei gay è stata avanzata «autonomamente» da Rama Yade, sottosegretario ai diritti umani, ex pupilla di Sarkozy oggi peraltro in disgrazia. La giovane Yade difende invece l' iniziativa. Parlando all' Onu ha risposto indirettamente al Vaticano: «Non ci faremo fermare dalle ostilità né dall' intolleranza».