martedì 6 ottobre 2009

C'ha da fà sempre chi ti ci ha messo !

È pugliese il deputato più assente del Pd«Stare in Parlamento è frustrante»
Si tratta di Antonio Gaglione. Dopo l'approvazione dello Scudo fiscale Antonello Soro ha chiesto la sua espulsione

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BRINDISI - La maglia nera del deputato più assenteista del Pd se l’aggiudica un pugliese. Si tratta di Antonio Gaglione, medico specializzato in cardiologia e medicina dello sport , nato 56 anni fa a Latiano in provincia di Brindisi. Nel governo Prodi è stato sottosegretario alla salute. Il suo nome è balzato agli onori della cronaca dopo che il provvedimento tanto osteggiato dall’opposizione, lo scudo fiscale, è passato proprio a causa delle assenze nello stesso centrosinistra che, se si fosse presentata in aula compatto, avrebbe potuto bocciare la legge passata con un margine di soli 20 voti di differenza. Ma Gaglione, intervistato dal Corriere della sera non cerca scuse, non si inventa malattie e ammette: «Io sto benissimo grazie a Dio».
In aula è risultato assente in 4045 votazioni, il 90,65% del totale. «Sì, ma nel 2001 divenni senatore con 52 mila e 994 voti» spiega. Intanto però rischia l’espulsione dal gruppo e dal partito. La sua testa è stata chiesta dal capogruppo Antonello Soro, ma lui non si scompone: «Chiedo scusa ai cittadini. Ma non mi dispiace se vengo espulso da un partito che seleziona i deputati in base all’ossequio a big e capicorrente». Per questo sta pensando di lasciare prima di essere allontanato: «Sono deluso. Stare in Parlamento è un lavoro frustrante, una perdita di tempo e una violenza contro la persona». E venerdì durante la votazione dov’era? «All’Hotel Sheraton a un convegno di medicina. Sono un bravo cardiologo e un ottimo politico». Sarà ma se continua ad assentarsi dall’aula non se ne accorgerà mai nessuno.

La colpa è sempre di chi t'ha messo in lista !

Nelle scorse ore la maggioranza al governo in Campidoglio si è trovata una brutta gatta da pelare. Il fatto coinvolge il consigliere Patrizio Bianconi, eletto nelle file del Pdl in virtù di 1531 voti. Un cittadino del quartiere Prati gli aveva inviato una mail per chiedere ragioni e provvedimenti in merito a una questione, per così dire, di zona. Ecco il testo integrale:
“Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in via Tacito l’Ama ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna logica, seguendo probabilmente delle pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?”.
La risposta, puntuale, si deve alla mano stessa di Bianconi, e ha provocato non poco imbarazzo alla Giunta comunale per la concezione tutta particolare che l’onorevole ha del suo mestiere. Il sindaco Gianni Alemanno ha definito le parole di Bianconi inqualificabili e ha chiesto severe sanzioni affinché non si ripeta più una situazione così incresciosa. Riportiamo a seguire la mail di risposta del consigliere Patrizio Bianconi.

Egr. Dott., nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si dovesse occupare di cassonetti - o monnezza, come dicono a Roma - tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica! Cercherò di essere chiaro.
Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato - anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi (…) E allora nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto? Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…) Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona, la mia competenza e la mia professionalità consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie competenze.
Pertanto: 1) O si impegna formalmente - stipulando un patto di sangue con il sottoscritto - a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona.
Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!” On. Patrizio Bianconi.
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Complimenti ! Neanche la buon'anima di Saddam Hussein !
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lunedì 5 ottobre 2009

Scudo fiscale, gli assenti in aula

Il provvedimento è legge con 20 voti di scarto. Tra i banchi dell'opposizione mancavano 29 deputati
ROMA - Lo scudo fiscale è diventato legge con venti voti di scarto tra maggioranza e opposizioni. Tra queste ultime sono stati 29 gli assenti. Tolti i deputati in missione, nel gruppo Idv c'era un assente (pari al 3,8%), nel gruppo Pd 22 (10,6%) e nel gruppo Udc 6 (16,2%). Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%) , nella Lega 4 (6,6%). Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.

LA LISTA - Tra gli assenti, l'Idv Aurelio Misiti, i Pd Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia (assente perché si è dovuta sottoporre ad un importante accertamento medico), Margherita Mastromauro, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas, Sergio D'Antoni (quest'ultimo ha reso noto che la sua assenza era dovuta alla necessità di sottoporsi a ricovero urgente per accertamenti medici presso la clinica universitaria Sant'Orsola Malpighi di Bologna) e Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli (tutti e tre impegnati a Madrid per seguire, per conto del Partito Democratico e del gruppo parlamentare che aveva autorizzato la missione, i lavori del Convegno «Global Progress Conference» promosso dal Center of American Progress e dalla Fundacion Ideas para el progreso. Furio Colombo, che sul tabulato distribuito ai deputati, risultava assente, è intervenuto in aula per annunciare che era presente ed aveva votato contro. Nell'Udc gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri. Nelle fila della maggioranza tra gli assenti Luca Barbareschi, Giulia Bongiorno, Manlio Contento, Manuela Di Centa, Elvira Savino, Maurizio Scelli, Denis Verdini.

Lascia perdere gli show



Lascia perdere gli show durante le interviste. Gli show lasciali fare a chi li sa fare, a chi vive di queste cose, anche perché se uno non è portato per dare spettacolo nelle interviste rischia di finire nel ridicolo o peggio ancora, rischi di suscitare tenerezza come nell'intervista di sabato ( io non so' fesso).
Hai un'ottima squadra e puoi vincere molto. Concentrati sul campo e vedrai che andrà meglio.

Sei alla frutta ?


SIENA, MARCO GIAMPAOLO CONTESTATO
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/calcio/news/2009-10-04_104421490.html
Penso che un allenatore serio dovrebbe avere la capacità di rinnovarsi e di inventarsi soluzioni staccandosi con il passato.
Sono 5 anni che ti porti dietro Fini, Del Grosso, Parola ecc. penso che sia ora di dire basta, anche perché per alcuni di essi gli anni avanzano...

giovedì 1 ottobre 2009

Per la Juventus uno stadio Grande e anche un po' Stevens

di Marco Liguori e Salvatore Napolitano (12/4/2004)
Un po' datato, ma trattandosi di Juve...
Via del Carmine è una lunga strada del centro di Torino, che ha più di un legame con il calcio cittadino. Verso la fine, e precisamente al numero civico 29, vi si trova infatti la sede della società granata, mentre poco dopo averla imboccata da piazza Savoia, al numero 2, c'è lo studio del presidente della Juventus, l'avvocato Franzo Grande Stevens. Proseguendo per circa duecento metri, al numero civico 10, sorge invece un palazzo signorile che fa angolo con via dei Quartieri. Al secondo piano, nello stesso ufficio, ci sono le sedi di due società fiduciarie: la Nomenfid e la Simonfid. In realtà, secondo le visure della Camera di Commercio, in quello stessopalazzo c'è anche la sede di una terza fiduciaria, la Sofegi, che controlla con il 76,72% la Simonfid. Ma al citofono la Sofegi non appare. Tutte e tre hanno un legame particolare con il mondo del calcio, che scopriremo tra poche righe.

E' utile fare ora un passo all'indietro nel tempo e ricordare cosa è accaduto lo scorso luglio 2003: il giorno 15, il Comune di Torino e la Juventus hanno stipulato l'atto con il quale è stato costituito il diritto di superficie per 99 anni sullo stadio Delle Alpi e sulle aree adiacenti: in cambio della ormai famosa mancia di 25 milioni di euro (la miseria di 4,68 euro annui al metro quadro, quando solo per installare un banco per la vendita di libri usati o di fiori ne occorrono 76,65) la società bianconera ha avuto il diritto di edificare su un'area di 54mila metri quadrati un centro commerciale, una multisala cinematografica, la sede e il proprio museo. L'area complessiva è peraltro di circa 350mila metri quadrati. Dunque, tra le altre cose, la gestione del Delle Alpi è passata dal Comune alle
mani bianconere. Occorreva perciò trovare chi se ne occupasse: con la rapidità che contraddistingue i vertici dirigenziali, il 28 luglio la Juventus
ha costituito una nuova società, la Semana, della quale detiene il 30% del capitale. Il restante 70% è in mano alla E.S.E., un'azienda, come si legge
nel bilancio bianconero, «operante nel settore della gestione degli impianti sportivi». Infine, il 12 agosto la Juventus ha sottoscritto con la Semana un contratto di appalto per la fornitura dei servizi relativi alla gestione del Delle Alpi.

Tutto normale? Non proprio. La professionalità dei dirigenti di corso Galileo Ferraris è continuamente riconosciuta: e allora perché affidare la gestione dello stadio alla E.S.E., che, come risulta dal Registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio di Torino, è stata costituita l'8 maggio 2002? Quali esperienze nella gestione degli impianti sportivi poteva vantare per essere scelta per un'operazione così importante? Forse, la società era di nascita recente, ma i suoi soci avevano maturato esperienze significative. E qui si amplia il mistero. Degli azionisti della E.S.E. si sa soltanto che sono due, ma non se ne conosce l'identità: il 90% del capitale è infatti custodito dalla Simonfid, il restante 10% dalla Nomenfid. La Juventus se ne sarà domandata il perché? Certo, è una curiosa casualità che due soci distinti affidino le proprie quote a due diverse fiduciarie, la cui sede si trova però nello stesso, identico ufficio. Non è l'unica gustosa coincidenza: della Simonfid si è già detto che il controllo appartiene ad un'altra fiduciaria, la Sofegi. A sua volta, essa ha tre soci: Franzo, Riccardo e Cristina Grande Stevens, ovvero padre presidente bianconero e relativi rampolli. E la Nomenfid? E' controllata dai soli figliuoli: il
52% è di Riccardo, il 18% di Cristina. Ricapitolando, la Juventus ha affidato la gestione dello stadio Delle Alpi a una neonata società, la Semana,
il cui controllo è nelle mani della E.S.E., a sua volta nata da poco, i cui azionisti hanno scelto due fiduciarie controllate dalla famiglia Grande Stevens per farsi custodire le quote. Anche qui, come nel caso della Gea World, ci sono intrecci tra figli e genitori famosi.

Saltando da un nodo all'altro, come presidente e amministratore delegato della Semana è stato nominato Alessandro Gilardi. E' un cognome che ricorre nelle vicende di casa Juve dal 30 giugno 2003: egli è proprio l'amministratore delegato di quella Costruzioni Generali Gilardi Spa che ha permesso alla società di corso Galileo Ferraris di chiudere con un modesto utile di 2 milioni e 150mila euro il bilancio dello scorso anno. Tutto grazie all'originale scambio imperniato sulla cessione del 27,2% della Campi di Vinovo Spa, controllata dalla Juventus e proprietaria dei terreni di Vinovo e Nichelino sui quali sorgerà il progetto cosiddetto Mondo Juve (con i futuri campi di allenamento delle squadre bianconere oltre a una nuova colata di cemento per mettere su un centro commerciale) al prezzo di 37 milioni e 300mila euro, con una plusvalenza di ben 32 milioni e mezzo di euro. Perché originale? Perché, contestualmente, la Juventus ha concesso alla Gilardi il diritto di rivenderle la stessa quota appena acquistata allo stesso prezzo. Si potrebbe obiettare che se il 27,2% della Campi di Vinovo è stato valutato 37 milioni e 300mila euro quella cifra sia congrua. Macché: facendo una semplice proporzione, quel prezzo equivale a una valutazione totale della Campi di Vinovo pari a 137 milioni e 132 mila euro. Nell'ultimo bilancio annuale, chiuso al 30 giugno 2003, essa ha ottenuto un utile complessivo pari a 4mila euro.C'è un indicatore rozzo ma efficace per capire se la valutazione è in linea con i fondamentali economici: è il rapporto tra prezzo e utili. Il valore medio storico per le società quotate in Borsa, dunque estremamente significativo, si aggira intorno a 13. Vuol dire che, a parità di utili conseguiti, l'investimento iniziale viene ripagato in 13 anni. Come si verifica facilmente, nel caso della Campi di Vinovo, il rapporto è pari a 34.283: un imbattibile record mondiale. Peraltro, non c'è nulla di nuovo sotto il sole: pane (nella veste moderna di tanti soldi), amore (sotto forma di intrecci familiari) e fantasia(nelle valutazioni di bilancio). Ma purtroppo non è bello come il film di Luigi Comencini, interpretato da Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.

Marco Liguori e Salvatore Napolitano

(per gentile concessione degli autori, fonte: il Manifesto di sabato 10 aprile 2004)